Con l’entrata in vigore della revisione della Legge federale sulla protezione dei dati nel settembre 2023, la privacy è diventata un elemento strutturale della strategia digitale delle aziende attive in Svizzera. Non si tratta più di un adeguamento formale o di un insieme di obblighi documentali, ma di un cambiamento che incide direttamente su come vengono progettati i canali digitali, gestiti i dati e prese le decisioni strategiche.
Uno dei primi effetti riguarda l’approccio alla raccolta dei dati. In passato molte strategie digitali erano orientate all’accumulo, con l’idea che più informazioni fossero sempre meglio. I nuovi requisiti di privacy spingono invece verso una logica di necessità e proporzionalità. La strategia digitale deve chiarire quali dati sono realmente indispensabili per raggiungere gli obiettivi e quali, al contrario, aumentano solo complessità e rischio. Questo porta a una selezione più consapevole delle informazioni raccolte e a una riduzione delle attività di tracciamento non essenziali.
La privacy entra anche nella fase di progettazione dei servizi digitali. I principi di protezione dei dati devono essere integrati fin dall’inizio, sia dal punto di vista tecnico sia organizzativo. Questo significa che le scelte su flussi informativi, impostazioni predefinite, conservazione dei dati e accessi non possono essere rimandate a valle del progetto. Dal punto di vista strategico, la privacy diventa una variabile di design che influenza architettura, user experience e processi interni.
Un altro cambiamento significativo riguarda la misurazione delle performance digitali. Le limitazioni nella raccolta di dati personali rendono meno affidabili alcune analisi basate su tracciamenti dettagliati degli utenti. Di conseguenza, le strategie digitali si orientano sempre più verso indicatori aggregati, analisi dei trend nel tempo e metriche che descrivono l’efficacia complessiva dei canali, piuttosto che il comportamento individuale. Questo spostamento richiede una revisione dei KPI e una maggiore attenzione alla qualità dei dati disponibili.
La gestione del rischio assume un ruolo centrale. Alcune iniziative digitali possono comportare un impatto elevato sui diritti delle persone, soprattutto quando coinvolgono grandi volumi di dati o modalità di trattamento particolarmente invasive. In questi casi, la strategia digitale deve prevedere momenti strutturati di valutazione preventiva e misure di mitigazione adeguate. Questo approccio rafforza la capacità dell’organizzazione di prendere decisioni informate prima di introdurre nuove tecnologie o processi.
Anche la gestione degli incidenti di sicurezza diventa parte integrante della strategia. La possibilità di violazioni dei dati non è solo un problema tecnico, ma un rischio strategico che coinvolge reputazione, continuità operativa e fiducia degli utenti. Definire in anticipo ruoli, responsabilità e criteri decisionali consente di reagire in modo più ordinato e coerente, riducendo l’impatto di situazioni critiche.
Un ulteriore ambito di trasformazione è la governance dei fornitori e dei partner. Le strategie digitali moderne si basano spesso su ecosistemi complessi, in cui i dati passano attraverso più soggetti. La privacy impone una maggiore attenzione a dove e come le informazioni vengono trattate, rendendo necessaria una visione chiara dei flussi e delle responsabilità. Questo porta a una selezione più consapevole delle soluzioni e a processi decisionali più strutturati.
Nel complesso, i nuovi requisiti di privacy spingono le aziende verso strategie digitali più mature e sostenibili. La protezione dei dati non è più un ostacolo operativo, ma un elemento che favorisce chiarezza, disciplina e coerenza nelle scelte. In Svizzera, questo cambiamento rappresenta un passaggio importante: la strategia digitale evolve da insieme di attività tattiche a sistema integrato, in cui la gestione dei dati è parte fondamentale della visione di lungo periodo.