Andiamo al sodo

Fare consulenza, per noi, non significa riempire presentazioni o applicare un modello già utilizzato altrove. Significa entrare per un momento nella realtà di un’azienda, comprenderne il mercato, le persone, i processi e gli obiettivi e provare a vedere ciò che può essere migliorato, semplificato o sviluppato. A volte la risposta è una nuova strategia digitale, altre volte è un diverso modo di comunicare, un processo da ripensare, una tecnologia da introdurre oppure semplicemente qualcosa che sarebbe meglio non fare. La consulenza comincia proprio da questa libertà: non avere una soluzione da vendere prima ancora di aver compreso il problema.

Per questo non partiamo mai da una nostra idea, ma dalla realtà che abbiamo davanti. Prima ascoltiamo, facciamo domande e cerchiamo di capire come funziona realmente l’azienda. I numeri sono importanti, ma lo sono altrettanto l’esperienza delle persone che ci lavorano, la conoscenza del mercato accumulata negli anni e quelle informazioni che difficilmente possono essere trovate dentro un report. Spesso una buona strategia nasce proprio mettendo insieme questi due mondi: ciò che raccontano i dati e ciò che conoscono le persone.

Prima capire, poi scegliere

Il digitale mette oggi a disposizione una quantità straordinaria di strumenti. È anche uno dei suoi problemi. Ogni giorno nasce una nuova piattaforma, una nuova tecnologia, un nuovo modello di intelligenza artificiale o una nuova promessa capace apparentemente di cambiare tutto. Il rischio è confondere l’innovazione con l’adozione continua di strumenti e investire risorse in qualcosa semplicemente perché in quel momento tutti ne stanno parlando.

Noi preferiamo fare il percorso contrario. Partiamo dall’obiettivo e soltanto dopo cerchiamo lo strumento. Se una tecnologia permette di semplificare un processo, ridurre un costo, migliorare un servizio o creare una nuova opportunità, allora vale la pena valutarla. Se aggiunge soltanto complessità, probabilmente non serve. La trasformazione digitale non dovrebbe essere misurata dal numero di piattaforme utilizzate da un’azienda, ma dalla capacità di utilizzare meglio le proprie risorse.

Questo principio vale anche per l’intelligenza artificiale. Le possibilità sono enormi e continueranno ad aumentare, ma proprio per questo diventa importante distinguere ciò che può produrre un vantaggio concreto da ciò che rappresenta soltanto una dimostrazione tecnologica. Integrare l’AI in un processo non è necessariamente innovazione. Lo diventa quando permette alle persone di lavorare meglio, rende disponibile un’informazione prima difficile da ottenere, automatizza qualcosa che non richiede valore umano oppure apre possibilità che prima non esistevano.

Strategia significa anche decidere cosa non fare

Una parte importante della consulenza consiste nello stabilire priorità. Le aziende hanno risorse finite, mentre le possibilità offerte dal digitale sono praticamente infinite. Cercare di fare tutto contemporaneamente significa spesso distribuire budget, attenzione e competenze su troppi fronti senza riuscire a costruire nulla abbastanza bene.

Per questo cerchiamo di distinguere ciò che è importante da ciò che può aspettare. Analizziamo il contesto, individuiamo le opportunità, valutiamo costi e complessità e costruiamo un percorso sostenibile. Alcuni interventi possono produrre effetti relativamente rapidamente, altri richiedono mesi o anni. Alcuni hanno bisogno di investimenti tecnologici, altri possono nascere semplicemente da una diversa organizzazione delle risorse già disponibili. Una strategia efficace non è necessariamente quella più ambiziosa sulla carta, ma quella che un’azienda può realmente mettere in pratica e sostenere nel tempo.

Anche per questo non crediamo molto nei progetti costruiti intorno a grandi parole. Innovazione, trasformazione digitale, intelligenza artificiale, omnicanalità e data-driven strategy possono descrivere fenomeni importanti, ma acquistano significato soltanto quando vengono tradotti in decisioni concrete. Preferiamo una piccola modifica che produce un risultato misurabile a una grande strategia destinata a rimanere dentro una presentazione.

Esperienza digitale, cultura d’impresa

Lavoriamo nel digitale da molto tempo e abbiamo attraversato diverse fasi della sua evoluzione. Abbiamo visto tecnologie considerate rivoluzionarie scomparire nel giro di pochi anni e strumenti apparentemente marginali trasformare interi mercati. Questa esperienza ci ha insegnato soprattutto a non innamorarci troppo degli strumenti. Le tecnologie cambiano rapidamente; alcuni principi molto meno.

Comprendere le persone, costruire un’identità riconoscibile, comunicare con chiarezza, utilizzare bene le risorse, osservare il mercato e misurare ciò che accade continuano a essere alla base di una buona strategia. La tecnologia può moltiplicare enormemente le possibilità, ma ha bisogno di una direzione. È questa combinazione tra cultura digitale, marketing, comunicazione, tecnologia e conoscenza dei processi che cerchiamo di portare nei progetti sui quali lavoriamo.

Dal 1995 abbiamo seguito l’evoluzione del digitale da prospettive molto diverse, lavorando su comunicazione, contenuti, piattaforme, ricerca organica, prodotti e nuovi modelli di business. Non consideriamo questa esperienza un catalogo di soluzioni da riproporre, ma uno strumento che ci permette di riconoscere più rapidamente alcuni problemi, fare domande migliori e mettere in relazione elementi che apparentemente appartengono ad ambiti differenti.

Dall’idea alla realizzazione

Una consulenza ha valore quando riesce a trasformarsi in qualcosa. Per questo, quando è utile, non ci fermiamo alla strategia. Possiamo accompagnare l’azienda nella progettazione, individuare le competenze necessarie, selezionare tecnologie e partner, coordinare le diverse fasi e monitorare ciò che accade dopo l’implementazione. In altri casi il nostro compito termina molto prima, quando abbiamo aiutato a definire una direzione sufficientemente chiara perché l’azienda possa procedere autonomamente o con i propri fornitori.

Non abbiamo interesse ad aggiungere complessità per rendere indispensabile la nostra presenza. Una buona consulenza dovrebbe produrre esattamente l’effetto contrario: rendere il problema più comprensibile, ridurre le alternative inutili e permettere di prendere decisioni migliori.

È questo che intendiamo quando diciamo di andare al sodo. Capire prima di proporre, scegliere prima di costruire e utilizzare il digitale quando può realmente fare la differenza.